L'Escargot | Sacrestia del Vasari - Napoli | Pillole | Blog - Ivana Porcini
La sacrestia del Vasari è una delle due sacrestie della chiesa di Sant'Anna dei Lombardi a Napoli, all'epoca refettorio del monastero annesso alla chiesa originariamente intitolata a Santa Maria di Monteoliveto. Gli affreschi furono commissionati dai frati olivetani ed eseguiti dal Vasari nel 1545, con l’assistenza del toscano Raffaellino del Colle.
Giorgio Vasari, Museo Capodimonte, museo diocesano, Napoli, Sant'Anna dei Lombardi, arte, affreschi, napoli, Vesuvio, campania,
16259
post-template-default,single,single-post,postid-16259,single-format-standard,tribe-no-js,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-title-hidden,qode_grid_1300,hide_top_bar_on_mobile_header,qode-content-sidebar-responsive,qode-child-theme-ver-1.0.0,qode-theme-ver-10.0,wpb-js-composer js-comp-ver-4.12,vc_responsive

Sacrestia del Vasari

1545

Chiesa di Sant’Anna dei Lombardi

Piazza Monteoliveto, 4, Napoli

C’è un luogo dove Vasari rivendica il proprio ruolo di rinnovatore, quando come un Giotto rinato s’impegna a “svegliare gli ingegni a cose grandi” e tirando via il vecchio dell’arte medioevale inaugura la maniera moderna.

La sacrestia del Vasari è una delle due sacrestie della chiesa di Sant’Anna dei Lombardi a Napoli, all’epoca refettorio del monastero annesso alla chiesa originariamente intitolata a Santa Maria di Monteoliveto. Gli affreschi furono commissionati dai frati olivetani ed eseguiti dal Vasari nel 1545, con l’assistenza del toscano Raffaellino del Colle, dopo aver ricoperto di stucchi tutte le volte.

vasari

 

Furono realizzati anche due trittici, raffiguranti la Caduta della manna e la Cena in casa di Simone, posti nella controfacciata e nella parete di fondo del refettorio e oggi conservati (io non li ricordo) presso il Museo di Capodimonte e il Museo Diocesano.

Giorgio Vasari, pittore, architetto e storiografo aretino, fu a Napoli fra il 1544 ed il 1545; un tempo breve ma denso di attività commissionate dal Viceré don Pedro da Toledo, da alcuni ordini religiosi e da nobili locali, che consentirono di far giungere nel Regno la “buona maniera” toscana.

Nel 1688 il refettorio fu trasformato in sacrestia ed alle pareti furono collocati i pannelli intarsiati nel 1506 dall’olivetano fra Giovanni da Verona con vedute di paesaggi ad effetto trompe-l’oeil, bellissimi per la delicata armonia cromatica tra le varie essenze di legno.

No Comments

Post A Comment