Cristo velato - L'Escargot
Il Cristo velato, realizzato da Giuseppe Sanmartino nel 1753, si staglia al centro dell’unica navata della Cappella Sansevero a Napoli, la cui volta a botte è interrotta da sei finestre strombate che illuminano lo spazio. L’affresco, firmato e datato “Francesco Maria Russo 1749”, è conosciuto con il nome di Gloria del Paradiso o Paradiso dei di Sangro.
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Cristo velato

Giuseppe Sanmartino, 1753

Cappella Sansevero

via Francesco De Sanctis, 19/21, Napoli

Il Cristo velato, realizzato da Giuseppe Sanmartino nel 1753, si staglia al centro dell’unica navata della Cappella Sansevero a Napoli, la cui volta a botte è interrotta da sei finestre strombate che illuminano lo spazio.

L’affresco, firmato e datato “Francesco Maria Russo 1749”, è conosciuto con il nome di Gloria del Paradiso o Paradiso dei di Sangro.

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Impressionante è prima di tutto la trasparenza del velo che copre il corpo. Nonostante appaia chiaro che entrambi (sudario e corpo) siano stati realizzati in un unico blocco di marmo, il velo appare così leggero e trasparente da rendere ancora più nude ed evidenti le fattezze martoriate del corpo. Basti guardare la vena gonfia e pulsante sulla fronte, i buchi dei chiodi nella carne o anche il costato scavato.
Un simile virtuosismo è presente, all’interno della cappella, anche nell’altra opera scultorea La pudicizia, capolavoro creato un anno prima da Antonio Corradini, che l’artista napoletano certamente guardò.

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Il talento dello scultore ha negli anni messo in moto una leggenda: qualcuno ha creduto che quel velo sottile, poggiato sul corpo, fosse un vero tessuto “marmorizzato” realizzato con qualche procedura alchemica dal proprietario del Palazzo, quel famoso Principe di Sansevero, Gran Maestro della massoneria napoletana, avvezzo a queste esperienze di laboratorio (come dimostrano gli scheletri umani, le cosiddette macchine anatomiche, lì presenti e visibili).

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